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mercoledì, 16 marzo 2005
Accesso ai farmaci: con il 2005 si rischia un pericoloso passo indietro.

Il 2005 è anno cruciale nella lotta per rendere i farmaci salva-vita accessibili anche alle popolazioni dei paesi più poveri. A partire dallo scorso gennaio anche India, Cina, Tailandia e Brasile sono tenuti a dare piena attuazione alle norme internazionali in materia di brevetti sui farmaci fissate dall'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Questo rischia di rendere l'accesso ai farmaci essenziali molto più difficile non solo nei Paesi direttamente interessati, ma anche nei così detti "Least developed countries" (i più poveri tra i poveri).

I circa 50 Paesi più poveri individuati dall'ONU non sono ancora tenuti ad applicare le norme sui brevetti, ma non avendo alcuna possibilità di produrre i farmaci localmente dipendono dalla possibilità di importare medicinali dall'estero.

La gran parte dei medicinali indispensabili per tenere in vita i malati di Aids (detti "antiretrovirali") oggi disponibili sul mercato internazionale sono prodotti in India, dove – grazie alla mancanza di norme sui bevetti – le industrie hanno potuto sviluppare farmaci equivalenti a quelli prodotti dalle multinazionali occidentali, ma molto più economici. I progetti di lotta all'Aids che MSF gestisce in 27 tra i Paesi più poveri del mondo hanno potuto allargare fino a 25mila il numero delle perone in cura proprio grazie all'utilizzo di questi farmaci economici e di qualità. Se l'esportazione di questi medicinali dovesse essere ostacolata o diventare impossibile, per MSF, per le altre organizzazioni impegnate nella lotta all'Aids e per gli stessi Governi dei Paesi più duramente colpiti dall'epidemia di Aids diventerà ancora più difficile offrire cure ai milioni di persone che ne hanno bisogno.

Per combattere il virus dell'HIV oggi abbiamo a disposizione farmaci efficaci, ma lo sviluppo di resistenze sta diventando una realtà drammatica anche nei paesi in via di sviluppo così come la presenza di drammatici effetti collaterali alle terapie. La speranza di tutti è che presto sul mercato arrivino farmaci di nuova generazione efficaci anche contro le nuove forme del virus e con minori effetti indesiderati. Ma anche quando questi farmaci saranno disponibili proprio quei milioni di pazienti che vivono nei Paesi più colpiti e che più ne hanno bisogno saranno esclusi da questi benefici. I nuovi farmaci saranno infatti coperti da brevetti della durata ventennale: per 20 anni sarà dunque vietata ogni forma di concorrenza e quindi ogni possibilità di vedere un abbassamento duraturo dei prezzi.

Per questo MSF sta facendo pressione sugli organismi internazionali e sui Governi nazionali dei paesi che producono equivalenti generici dei farmaci salvavita affinché utilizzino finalmente tutte le forme di flessibilità previste dagli accordi internazionali sul commercio (licenze obbligatorie, uso governativo, etc).

Queste preoccupazioni devono ricordare a tutti una volta di più che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. L'Aids continua a uccidere 8mila persone al giorno, 3 milioni all'anno. E' un tributo di vite umane inaccettabile visto che se se non si ostacolasse la concorrenza tra produttori i farmaci potrebbero salvare molte di queste persone.

Postato da: herbyn a 11:56 | link | commenti (1) |

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

ARTICOLO 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo,

 al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Postato da: herbyn a 11:24 | link | commenti |

martedì, 01 marzo 2005

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

ARTICOLO 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento

o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.

Postato da: herbyn a 23:06 | link | commenti (1) |

lunedì, 28 febbraio 2005
Rapporto indipedente americano: le vittime della guerra sono 10-15mila. Un terzo sono civili

Almeno 15mila morti. E' il bilancio delle vittime irachene della guerra stilato da uno studio indipendente americano . Che precisa: sono oltre 4mila i morti fra i civili.
Il rapporto, preparato dal Project on Defense Alternatives, un istituto di ricerca di Cambridge (Massachussets) prende in considerazione il periodo di tempo che va dal 19 marzo, primo giorno di bombardamenti sulla capitale irachena, al 20 aprile, quando il controllo Usa sull'Iraq era ormai consolidato. Secondo il rapporto la maggior parte delle vittime si è registrata nella zona di Baghdad e sempre nella capitale si è avuto il maggior numero di vittime civili (tra 1.990 e 2.357, più della metà delle vittime civili a Baghdad).
Il rapporto del Project on Defense Alternatives è l'analisi più dettagliata sinora disponibile sulle vittime della guerra in Iraq. le stime contenute nel rapporto presentano sempre una doppia stima che indica il numero massimo e minimo delle possibili vittime.
Secondo il rapporto, il totale delle vittime irachene varia tra

 un minimo di 10.800 e un massimo di 15.100. i combattenti morti vanno da 7.600 a 10.800. I caduti non combattenti sono tra 3.200 e 4.300.  

Postato da: herbyn a 12:07 | link | commenti |

domenica, 27 febbraio 2005

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

ARTICOLO 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù;

la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Postato da: herbyn a 23:51 | link | commenti |

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

 ARTICOLO 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Postato da: herbyn a 00:47 | link | commenti |

sabato, 26 febbraio 2005

Ogni giorno, milioni di donne, di uomini e di bambini vivono nel terrore della violenza armata; ogni minuto, uno di loro resta ucciso.
Ogni anno in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi, somma che avrebbe permesso a questi paesi di ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno) ed eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno).
Il totale delle spese militari mondiali in un anno è di 956 miliardi di dollari, mentre la spesa complessiva (in 11 anni!!) per raggiungere gli obiettivi del millennio per lo sviluppo sarebbe di 760 miliardi.... si raggiungerebbero spendendo solo il 10% in meno in spese militari all'anno

L’Asia

In tutta la regione... oltre il 50% delle armi viene venduto dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU mentre... solo 8 miliardi di dollari sono inviati in queste zone come aiuti ufficiali allo sviluppo. L’Asia è al secondo posto, dopo il Medio Oriente, come maggiore acquirente di armi convenzionali, secondo fonti del Dipartimento di Stato americano nel biennio 1990-2000 la regione ha comprato armi per un valore di 130 miliardi di dollari. Inoltre...

Corrisponde al 100% il livello di militarizzazione dal 1994 al 2001;Il 52% della popolazione non ha accesso alla sanità; Il 23% dei ragazzi e il 39% delle ragazze è analfabeta; E’ del 50% la percentuale di bambini con meno di 5 anni sottopeso;
Sono 284 i milioni di persone che vivono con meno di 1$.

L‘Africa e le armi

Sono 7 milioni le armi leggere circolanti in Africa occidentale e oltre 30 milioni le armi leggere circolanti in tutta l’Africa, almeno 1 ogni 20 abitanti. L’80% di queste armi è in mano a civili; è del 47% l’aumento delle spese militari dell’Africa Sub-Sahariana dal 1995 al 2001.

Totale degli aiuti allo sviluppo

Il totale degli aiuti allo sviluppo erogati nel 2002 dai paesi del comitato assistenza sviluppo OCSE è di 58 miliardi dollari, contro i 192 miliardi di dollari di vendite totali di armi delle 100 maggiori compagnie mondiali. La spesa pro capite per aiuti allo sviluppo in Europa (2002) è di 61 dollari per ogni cittadino contro...358 dollari a testa in spese militari. La spesa complessiva per il Progetto di Sviluppo del Millennio è di 760 miliardi di dollari contro... 1200 miliardi di dollari del progettato Sistema Difensivo di Missili Balistici USA.


Nel 2003 le spese militari mondiali sono cresciute, in termini reali, dell’11%: un tasso di incremento quasi doppio rispetto al comunque già notevole 6,5% registrato nel 2002. Prendendo a riferimento l’ultimo biennio si arriva ad un aumento del 18% che fa lievitare il valore complessivo dei fondi assegnati all’ambito militare fino a 956 miliardi di dollari (correnti).
Ma non solo i valori assoluti sono significativi a riguardo: anche la distribuzione di spesa è in grado di consegnarci ottimi elementi di analisi. In analogia per nulla casuale con la ripartizione mondiale della ricchezza, è possibile verificare che i Paesi sviluppati sono responsabili di circa il 75% di tutte le spese militari, a fronte di una popolazione che raggiunge solamente il 16% di quella mondiale.
Secondo il rapporto 2004 sullo Sviluppo Umano elaborato dall’agenzia delle Nazioni Unite UNDP il totale degli aiuti ufficiali allo sviluppo erogati nel 2002 dai Paesi del Comitato di Assistenza allo Sviluppo dell’OSCE ammontavano a circa 58 miliardi di dollari. Il che equivale a circa 65 dollari pro capite erogati (di cui il 26% verso i paesi meno del gruppo dei più poveri). Il trend è desolatamente in discesa: in termini di percentuale sul PIL si passa dallo 0,33% del 1990 allo 0,23% del 2002. L’Italia non si distingue certo positivamente in questo ambito, destinando agli aiuti allo sviluppo lo 0,20% del PIL (contro lo 0,31 del 1990): per ogni cittadino italiano vengono destinati solo 37 dollari in aiuti a tutto il resto del mondo (contro i 50 del 1990)

 

Postato da: herbyn a 01:01 | link | commenti |

venerdì, 25 febbraio 2005

 25/02/05 - News - Teheran (Iran) - Non si smentisce la linea dura del regime iraniano contro la libera espressione tanto più quando prende corpo in rete, dove è più difficile contenere la pubblica opinione dall'esprimersi. E accade così che in Iran un giovane di 28 anni possa essere condannato per direttissima a 14 anni di carcere per essersi espresso con troppa libertà in rete.
Arash Sigarchi, che scriveva i propri pensieri su un sito non più raggiungibile www.sigarchi.com/blog/, aveva criticato la scelta delle autorità di arrestare altri blogger. Lo scorso dicembre, come si ricorderà, Teheran aveva provveduto all'arresto di cinque persone, tutti colpevoli di aver parlato troppo.

La pesantissima pena inflitta a Sigarchi trova la sua giustificazione nelle ragioni ufficiali citate nella sentenza, che comprendono cospirazione contro la sicurezza nazionale, spionaggio e vilipendio dei leader iraniani. Ad aggravare la sua posizione anche il fatto che l'anno scorso era stato arrestato dopo aver pubblicato online le foto di una manifestazione di protesta inscenata dai familiari di vittime del regime, persone che nel 1989 erano state giustiziate da Teheran.

Il banner per SigarchiMa se è ovvio che organizzazioni come Reporters sans frontieres stiano ora cercando di sollevare rumore attorno a questo caso, con l'aiuto peraltro di numerosi blogger che fanno circolare un banner pro-Sigarchi (qui a lato), appare invece in tutta la sua evidenza la scelta del regime di Teheran di estendere alla rete il pugno di ferro con cui da sempre tratta la stampa e più in generale i mezzi di comunicazione. La condanna di Sigarchi rappresenta anche un deterrente contro altri blogger che volessero utilizzare i propri spazi web per rendere pubbliche le proprie opinioni su certi temi politici.

Una realtà, questa, che fa a pugni con il ruolo centrale che proprio l'Iran, come peraltro anche la Cina, giocheranno in Tunisia, un altro paese che censura la rete e che ospiterà come noto il secondo round del WSIS, il Summit sulla Società dell'informazione voluto dall'ONU.

A fare il punto sulla protesta è tra l'altro il blog Committee to Protect Bloggers che espone anche il banner pro-Sigarchi.

Postato da: herbyn a 15:50 | link | commenti |

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

ARTICOLO 2

1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione,

senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere,

di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.


2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico,

 giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione

 fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Postato da: herbyn a 15:20 | link | commenti |

giovedì, 24 febbraio 2005

Vai alla home-page del sito MSF

Vai alla home-page dell'accesso ai farmaci

 La situazione sanitaria nei paesi in via di sviluppo è grave, in particolare per le malattie infettive e parassitarie.

Nel Novembre del 1999 MSF ha avviato una Campagna per consentire alle popolazioni povere l'accesso ai Farmaci Essenziali, cioè per garantire le cure anche a coloro che non possono permettersi di pagare le medicine.

La Campagna deve quindi affrontare le complesse problematiche relative alla produzione e al commercio dei farmaci. Sono in gioco gli interessi economici delle case farmaceutiche, il ruolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le politiche sanitarie dei governi locali e delle grandi potenze (USA, Unione Europea).

MSF ritiene che l’accesso ai farmaci essenziali debba essere considerato un problema umanitario e che la legge del profitto debba tenerne conto.

MSF si sta impegnando per incentivare nuove ricerche sulle malattie tropicali, per individuare politiche commerciali vantaggiose per i paesi in via di sviluppo, per sollecitare le grandi potenze a favorire lo sviluppo dei paesi arretrati.

MSF è anche impegnata a sensibilizzare l’opinione pubblica.

MSF ha inoltre avviato progetti sul campo, nei paesi in cui è presente.

Postato da: herbyn a 23:46 | link | commenti |

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

ARTICOLO 1


Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Postato da: herbyn a 23:29 | link | commenti |

Paesi dove vige acora la pena di morte

AFRICA 28 paesi
Botswana * impiccagione
Burundi impiccagione, fucilazione mediante plotone
Camerun impiccagione, fucilazione mediante plotone
Ciad * fucilazione mediante plotone
Comore fucilazione mediante plotone
Egitto * impiccagione, fucilazione mediante plotone
Eritrea sconosciuto
Etiopia impiccagione, fucilazione mediante plotone
Gabon fucilazione mediante plotone
Ghana fucilazione mediante plotone
Guinea fucilazione mediante plotone
Guinea Equatoriale fucilazione mediante plotone
Lesotho fucilazione mediante plotone
Liberia impiccagione, fucilazione mediante plotone
Libia impiccagione, fucilazione mediante plotone
Malawi impiccagione
Marocco fucilazione mediante plotone
Nigeria impiccagione, lapidazione, fucilazione mediante plotone
Rep. Democratica del Congo * fucilazione mediante plotone
Ruanda fucilazione mediante plotone
Sierra Leone fucilazione mediante plotone, impiccagione
Somalia * fucilazione mediante plotone
Sudan * impiccagione, fucilazione mediante plotone, lapidazione
Swaziland impiccagione
Tanzania impiccagione
Uganda * fucilazione mediante plotone, impiccagione
Zambia impiccagione
Zimbawe * impiccagione


AMERICA 14 paesi
Antigua y Barbuda impiccagione
Bahamas impiccagione
Barbados impiccagione
Belize impiccagione
Cuba * fucilazione mediante plotone
Dominica impiccagione
Giamaica impiccagione
Guatemala iniezione letale
Guyana impiccagione
St. Christopher e Nevis impiccagione
St. Lucia impiccagione
St. Vincent e Grenadines impiccagione
Stati Uniti d'America * iniezione letale, sedia elettrica, camera a gas, impiccagione, fucilazione
Trinidad e Tobago impiccagione


ASIA 22 paesi
Afghanistan fucilazione mediante plotone, impiccagione, lapidazione
Bangladesh * fucilazione mediante plotone, impiccagione
Cina * fucilazione mediante plotone
Corea del Nord * fucilazione mediante plotone
Corea del Sud impiccagione, fucilazione mediante plotone
Filippine iniezione letale
Giappone * impiccagione
India impiccagione
Indonesia fucilazione mediante plotone
Kazakhstan * fucilazione mediante plotone
Kyrgyzstan fucilazione mediante plotone
Laos sconosciuto
Malaysia impiccagione
Mongolia * fucilazione mediante plotone
Myanmar impiccagione
Pakistan * impiccagione, lapidazione
Singapore * impiccagione
Taiwan * fucilazione mediante plotone
Tajikistan fucilazione mediante plotone
Thailandia * fucilazione mediante plotone
Uzbekistan * fucilazione mediante plotone
Vietnam * fucilazione mediante plotone


EUROPA 1 paese
Bielorussia * fucilazione mediante plotone


MEDIO ORIENTE 13 paesi e territori
Arabia Saudita * decapitazione, lapidazione
Autorità Palestinese fucilazione mediante plotone, impiccagione
Bahrain fucilazione mediante plotone
Emirati Arabi Uniti lapidazione, decapitazione, fucilazione mediante plotone
Giordania * impiccagione, fucilazione mediante plotone
Iran * impiccagione, lapidazione, fucilazione mediante plotone
Iraq * impiccagione, fucilazione mediante plotone
Kuwait fucilazione mediante plotone, impiccagione
Libano impiccagione, fucilazione mediante plotone
Oman fucilazione mediante plotone
Qatar impiccagione, decapitazione, lapidazione, fucilazione mediante plotone
Siria impiccagione, fucilazione mediante plotone
Yemen * decapitazione, lapidazione, fucilazione mediante plotone


*: paesi in cui sono state eseguite condanne a morte nel 2003 

 

Postato da: herbyn a 16:24 | link | commenti (1) |
generale

 

"Se le leggi, invece di caratterizzarsi per un’efficace, calma, moderata severità, offrono il destro alla collera e alla vendetta, se fanno scorrere sangue che dovrebbero invece risparmiare e che comunque non hanno il diritto di spargere, se offrono allo sguardo del popolo scene crudeli e cadaveri straziati dalle torture, allora esse confondono nella mente dei cittadini il concetto del giusto e dell’ingiusto e fanno nascere in seno alla società feroci pregiudizi che a loro volta ne producono altri. L’uomo non è più per l’uomo una cosa così sacra; si ha un concetto meno alto della dignità umana quando la pubblica autorità si fa gioco della vita. L’idea dell’assassinio ispira molto meno orrore quando è la stessa legge a darne spettacolo ed esempio; l’orrore del crimine diminuisce poiché essa lo punisce con un altro crimine. State molto attenti a non confondere l’efficacia delle pene con l’eccesso di severità: l’una è assolutamente l’opposto dell’altra. Tutto è fecondo nelle leggi equilibrate, tutto cospira contro leggi crudeli."

Maximilien Robespierre: "Discorso contro la pena di morte" 30 maggio 1791

Postato da: herbyn a 15:46 | link | commenti |

Dichiarazione universale dei diritti umani

 Stanotte mi è capitato tra le mani un libro che lessi qualche anno fa,Buskashì di Gino Strada.

Mentre lo sfogliavo ho riletto le note dell'autore che diceva: ho chiesto all'editore di questo libro di pubblicare in appendice il testo della Dichiarazione universale dei diritti umani. Credo  sia fondamentale che questo testo sia letto e meditato da tutti.

Quindi ho deciso che nei prossimi 30 giorni pubblicherò tutti e 30 gli articoli di questo documento che stanno alla base di ogni convivenza civile di tutti noi.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI.

Preambolo.

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni,

L'ASSEMBLEA GENERALE

proclama

LA PRESENTE DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni,

Postato da: herbyn a 01:54 | link | commenti |

Andiamo a votare al supermercato

 

Bambina con il carrello della spesa

E' un'economia schizofrenica. Tutti dicono: più economia, meno Stato. Io dico: meno economia o un'economia più da normali. Perché quando, signora, lei vede in televisione che il marco va su e il dollaro va giù, cosa pensa?

Quando sente tutte le sere "il dollaro è andato su", la sua vita cambia? Non mangia più? esce se non doveva uscire? Fa delle cose con suo marito? Cosa fa, cosa pensa? Niente. Perché " oscilla il marco? cosa me ne frega a me, non ho marchi; oscilla il dollaro? non ho più neanche dollari". E però, gli effetti? Sembra che noi non siamo collegati con quel mondo lì.

Invece siamo collegati tutti i giorni, tutte le mattine, quando lei va a fare la spesa e vota, vota, quando veramente va a votare e vota dentro un cestello al supermercato e allora lì vede l'anello che congiunge le borse, le finanze. Perché va lì e vede kiwi della Nuova Zelanda, patatine della Nuova Caledonia, mele del Cile. Come le mele del Cile? Ce l'abbiamo qua, delle mele strepitose che diamo ad una società perché le schiacci e la paghiamo anche. Fattura seimila miliardi per schiacciare pomodori e mele e noi abbiamo le mele del Cile.

Perchè? Chi l'ha deciso? Non l'ha deciso un agricoltore, lo ha deciso uno squilibrato coi brufoli che ha fatto si che il dollaro rispetto al pesos cileno e la lira renda più conveniente comprare una mela in Cile.

La Danimarca esporta migliaia di tonnellate di biscotti per gli Stati Uniti, gli Stati Uniti esportano migliaia di tonnellate di biscotti in Danimarca. E uno dice "ma saranno diversi". Si, e allora?

Perché non si scambiano la ricetta? E allora, un po' di buonsenso, questo, questo vorrei vedere. Non c'è buonsenso. Quale par condicio. Dov'è la par condicio, sono una persona adulta io. Se parla dieci minuti di più Berlusconi che Bossi non dovrebbe cambiare il mio pensiero. Sono adulto non ho bisogno di leader. Par condicio, chi se ne frega sulla politica, la vorrei sull'economia la par condicio.

Allora la vera par condicio è quella lì. Spendiamo 10 mila miliardi sui prodotti e non sappiamo che prodotti sono.

Lei sa smontare il motore di un'automobile? Signora, sì lei. Mi stava dicendo: sì tutti i giorni ne smonto uno? E lei sa cosa c'è dentro un televisore? Lei sa fare l'olio? E che cos'è un ciclero?. Spendiamo 10 mila miliardi sulle merci e non sappiamo niente sulle merci. La par condicio dov'è?

E' forse permettere che un'azienda prenda uno spazio televisivo radiofonico, sui giornali, e dica 100 volte al mese, 10 volte al giorno, dica "La vera sferzata di energia è la merendina del Mulino Bianco" che poi è una ciminiera nera.

Questa è la vera sferzata di energia, una merendina chimica, fasciata nella plastica, fatta un mese prima. La vera par condicio sarebbe mettere sull'altro canale un pediatra che dice "E' una stronzata. Una sferzata di energia per un bambino è una bella fetta di pane col miele". Dov'è la par condicio? Eccola dov'è.

Postato da: herbyn a 00:48 | link | commenti |

lunedì, 21 febbraio 2005

 

Come ti amo? - Come ti amo?

Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - Ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

Postato da: herbyn a 21:03 | link | commenti (3) |

domenica, 20 febbraio 2005

Å cosa pensi amico mio¿
beato te che vivi libero e selvaggio
non hai bisogno di regole
ci assomigliamo noi due
vogliamo sentirci liberi
ma nello stesso tempo abbiamo bisogno del gruppo
degli amici fedeli che ci aiutano a vivere.

 


Postato da: herbyn a 16:59 | link | commenti |
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